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Carne di bufalo campana

Data ultima modifica: 28 giugno 2009 - Campania, Carni, Prodotti Tipici
Vendita Carne di bufalo campana
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Carne di bufalo campanaLa carne bufalina rispetto a quella bovina, contiene meno grasso di infiltrazione ed un’elevata quantità di grasso di copertura, facilmente separabile dal magro. Infatti il bufalo, rispetto ad altre specie, deposita il grasso al di fuori del tessuto muscolare e ciò limita l’assorbimento di grasso nella carne. Inoltre la carne di bufalo è più succosa (perchè trattiene maggiori quantità di acqua) e più tenera per la minore presenza di idrossiprolina.

Autorevoli studi universitari, condotti fin dagli anni ‘60, hanno evidenziato che, rispetto a quella di manzo e di vitello, la carne ottenuta da bufali correttamente allevati ed alimentati, è anche più ricca di acido stearico e di acido oleico, neutri nei riguardi della colesterolemia umana, nonché di acido linoleico che, in quanto polinsaturo, può agire efficacemente nella riduzione della colesterolemia stessa. Inoltre contiene meno lipidi, meno residuo secco ed un maggior contenuto in ferro e proteine.

Cenni storici
Fino a poco tempo fa, a differenza di ciò che accade negli USA ed in alcuni Paesi europei come la Francia, in Italia l’impiego di carni alternative a quelle tradizionali, non aveva mai raggiunto le preferenze dei consumatori. Tra queste rientra anche la carne di bufalo, nonostante i tanti allevamenti presenti nelle zone di produzione della mozzarella di bufala campana. Le motivazioni vanno ricercate nella scarsa attenzione verso la produzione e la poca valorizzazione del prodotto carne di bufala. Attualmente, invece, tale carne inizia a conquistare sempre più quote di mercato grazie alle eccellenti caratteristiche nutrizionali, organolettiche e chimiche molto simili a quella della carne vaccina.

Il bufalo è un animale d’origine tropicale che, secondo alcuni, sarebbe stato introdotto in Italia in seguito alle invasioni Longobarde. Agilulfo, dopo la sua vittoria sui Gepidi, popolo che minacciava gli Avari e i Longobardi ricevette dal re degli Avari un bufalo in dono. Nel 568 i longobardi con Agilulfo iniziarono la conquista dell’Italia e fu allora che diffusero il bufalo nella nostra penisola. Secondo altri studiosi, invece, l’introduzione del bufalo in Italia risale all’epoca Normanna con le invasioni dei Saraceni e dei Mori.

Area di produzione
L’area di produzione tipica coincide con quella della denominazione d’origine protetta Mozzarella di bufala campana (DOP) ed interessa la Campania, il basso Lazio, la Puglia ed il Molise. Attualmente si contano oltre 200.000 capi allevati per la produzione del latte.

Stato della registrazione
Il Comitato per la registrazione della denominazione di origine protetta “Carne di Bufalo Campana“, (con sede c/o ARAC, Piazza Garibaldi 26, 80142 Napoli; Tel e fax 081.202970) ha inoltrato la richiesta di riconoscimento della Denominazione DOP ai sensi del Reg. CEE 2081/92. Tale richiesta è all’esame del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Organismo di controllo
L’organismo di certificazione indicato è l’Is.Me.Cert. (Istituto Mediterraneo per la Certificazione dei prodotti e dei processi nel settore agroalimentare), con sede a Napoli, Centro Direzionale Isola G/1 – 80143. Tel. 081.5636647 – Fax: 081.5534019 (sito web: http://www.ismecert.it/).

Approfondimenti
http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/Tipici/carne_bufalo.htm