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Uva Tipica di Canicattì IGP

Data ultima modifica: 3 settembre 2009 - Ortofrutticoli, Prodotti Tipici, Sicilia
Vendita Uva Tipica di Canicattì IGP
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Uva Tipica di Canicattì IGPL’uva da tavola di Canicattì è una varietà di pregio, apprezzata in tutto il mondo e ottenuta da Alberto Pirovano, un genetista che incrociò la vite Bicane e la vite moscato d’Amburgo, ottenendo un’uva dai grandi grappoli e molto resistente.

Proprietà dell’uva

Il colore dell’uva di Canicattì va dal giallo al giallo pallido; gli acini sono grossi e la polpa carnosa e croccante. Ha un aroma di moscato ed un profumo gradevole. Oltre ad essere buonissima fresca, si può utilizzare in cucina per marmellate, dolci, gelatine e sorbetti.

L’uva ha tante proprietà benefiche per l’organismo: è un disinfettante e un antivirale, ha una funzione lassativa e diuretica e attiva le funzioni epatiche. Inoltre facilita la digestione e contribuisce a ridurre il livello di colesterolo. Il suo succo viene adoperato nel settore dei cosmetici in quanto aiuta ad ammorbidire la pelle e a schiarirla.

Luoghi e tecniche di produzione

Quella di Canicattì, definita anche “Uva Italia di Canicattì” viene prodotta in una zona comprendente numerosi comuni delle province di Agrigento e Caltanissetta, dove i vigneti sono protetti da tendoni per evitare che i grappoli si bagnino durante le piogge e affinché si conservino perfettamente fino al mese di gennaio.

Al momento si conoscono tre procedimenti di coltivazione di quest’uva: il “sistema convenzionale“, che consente di ottenere grappoli uniformi, eliminando quelli non idonei già a giugno, il “sistema biologico“, che dà un prodotto meno perfetto dal punto di vista estetico, e una terza tecnica detta di “insacchettamento dei grappoli“, a metà fra il sistema convenzionale e quello biologico.

La raccolta comincia alla fine di agosto nelle zone costiere e prosegue fino a settembre o fino a dicembre nelle zone più fresche, come Canicattì e Delia. Dopo la raccolta l’uva viene conservata in ambienti freddi ed in celle frigorifere ad una temperatura compresa tra 0° e -1°, con un’umidità dell’85-90% e per un periodo massimo di 90 giorni.

Un po’ di storia

La vite arrivò nel Mediterraneo già nel 600 a.C.. I Fenici la fecero conoscere in Francia, i Romani in Germania. L’uva di Canicattì IGP comincia ad affermarsi agli inizi degli anni ’70, quando gli agricoltori della zona, e successivamente anche imprenditori e figure professionali non direttamente legate all’agricoltura, iniziarono ad investire in questo settore che, in pochi anni, sostituì le colture praticate sino ad allora quali i cereali, le leguminose, il mandorlo.

Il marchio Igp

L’Uva Italia di Canicattì è l’unica che è riuscita ad ottenere il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (Registrazione europea con regolamento CE n. 2325/97 pubblicato sulla GUCE L322/97 del 25 novembre 1997).

Il disciplinare di produzione impone che il grappolo abbia una dimensione minima di 350, 400 grammi; il peso medio di ogni acino sia di 3 grammi (per le varietà ad acino piccolo) o di 5 grammi (per quelle ad acino grosso). Per ogni ettaro coltivato, c’è anche un limite di produzione: 350 quintali per i vigneti allevati a tendone.