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Asparago Verde di Altedo IGP

Data ultima modifica: 28 aprile 2010 - Emilia-Romagna, Ortofrutticoli, Prodotti Tipici
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Asparago Verde Altedo IGPTra i prodotti tipici più gustosi coltivati nelle province di Bologna e Ferrara si annovera l’Asparago Verde di Altedo IGP, un ortaggio ricco di minerali fondamentali per l’uomo, in particolare calcio, fosforo, magnesio e potassio e contenente antiossidanti, vitamina A, B6 e C.

Alcuni studi condotti dall’Università di Bologna, inoltre, hanno riconosciuto all’Asparago un contenuto di fibra superiore ad altri ortaggi e limitate quantità di grassi, proteine e zuccheri. Importantè è anche la capacità degli asparagi di migliorare la fluidità del sangue e di stimolare l’intestino pigro. Ma la proprietà più significativa di questo prodotto è quella diuretica, che facilita l’eliminazione dall’organismo dei liquidi in eccesso e delle scorie prodotte dal metabolismo.

Un po’ di storia

Gli asparagi rappresentano il turione o primo germoglio di una pianta officinale dal nome latino “Asparagus officinalis”, originaria dell’Asia ed introdotta nel Mediterraneo dagli Egizi.

Dal XV secolo è iniziata la coltivazione in Francia, mentre nel XVI secolo, l’asparago si è diffuso anche in Inghilterra; solo successivamente fu introdotto in Nord America. Attualmente questa coltura è particolarmente diffusa nell’area asiatica e ben il 70% della produzione mondiale proviene dalla Cina.

Esistono anche varietà spontanee di asparagi che crescono nei boschi, sottili, dal colore verde e dal gusto saporito. Le versioni coltivate erano già note come leccornia presso gli egiziani, i greci e i romani. Infatti vengono citate già in alcuni scritti di Plinio e Catone.

Vincenzo Tanara, nel suo libro “Economia del Cittadino in Villa” racconta che già ai tempi dei romani, gli asparagi coltivati nella pianura tra Bologna e Ferrara erano tanto pregiati e apprezzati da venire inviati a Roma, confezionati in una carta particolare per preservarne la freschezza.

Già nei testi antichi si decantavano le proprietà benefiche dell’asparago, ritenuto purificante per i reni e quindi per l’organismo. Alla sua radice si attribuiva la capacità di curare il mal di denti mentre l’olio estratto dalla pianta, veniva adoperato per allontanare le api. Sempre secondo gli antichi, l’asparago svolgeva anche una funzione positiva sulla fertilità dell’uomo.

La zona di origine e di produzione

L’ Indicazione geografica protetta (IGP) “Asparago Verde di Altedo” viene attribuita all’asparago verde che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal Regolamento CEE 2081/92 e al disciplinare di produzione che ne fissa le varietà, le tecniche di coltivazione e le zone in cui l’asparago verde di Altedo deve essere prodotto.

Le varietà o “cultivar” idonee alla produzione dell’Asparago Verde di Altedo sono quattro: Precoce d’Argenteuil, Eros, Marte e  Ringo. Negli impianti, possono essere presenti altre cultivar fino a un massimo del 20%.

Le zone di produzione corrispondono a 30 comuni della provincia di Bologna e 26 della provincia di Ferrara.

I Comuni della provincia di Bologna sono: Anzola dell’Emilia, Argelato, Bologna, Budrio, Baricella, Bentivoglio, Calderara di Reno, Crevalcore, Castello d’Argile, Castelmaggiore, Castel San Pietro Terme, Castenaso, Castelguelfo, Dozza, Galliera, Granarolo dell’Emilia, Imola, Malalbergo, Medicina, Minerbio, Molinella, Mordano, Ozzano dell’Emilia, Pieve di Cento, Sala Bolognese, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni Persiceto, San Giorgio di Piano, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale.

I Comuni della provincia di Ferrara sono Argenta, Berra, Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo, Ferrara, Formignana, Goro, Iolanda di Savoia, Lagosanto, Masi Torello, Mesola, Mirabello, Migliaro, Migliarino, Massafiscaglia, Ostellato, Portomaggiore, Poggio Renatico, Ro, Sant’Agostino, Tresigallo, Vigarano Mainarda, Voghiera.

Tecnica di coltivazione

L’Asparago Verde di Altedo IGP viene coltivato in terreni di tipo sabbioso, franco sabbioso e franco sabbioso argilloso, i quali devono essere preparati con una lavorazione profonda, da un minimo di 40 cm ad un massimo di 60 cm. Il terreno si deve presentare ben drenato per evitare ristagni idrici. Prima di collocare le piantine, vanno realizzati dei solchi aventi una profondità tra i 25 e i 35 cm, disposti in file aventi una distanza minima tra loro di circa 1 metro. La difesa fitosanitaria viene effettuata con l’uso congiunto di concimazione chimiche e sostanze organiche (letame, cornunghia, ecc).

Il Consorzio di Tutela dell’Asparago Verde di Altedo

Nel 1923 alcuni agricoltori di Altedo si recarono a Nantes, rientrando in Italia con precise nozioni tecniche sull’asparago. Dopo qualche anno di sperimentazione, iniziarono la coltivazione intensiva dell’ortaggio. Ma fu soprattutto dopo la seconda guerra mondiale che tale produzione raggiunse una notevole diffusione nel territorio fino ad arrivare alla fondazione del Consorzio ed all’ottenimento del marchio I.G.P. nell’anno 2003.

Il Consorzio di Tutela dell’Asparago Verde di Altedo si è costituito nel 2003 con lo scopo di tutelare la denominazione “Asparago Verde di Altedo Igp”, incrementare e valorizzare la produzione di questa coltura, studiare tecniche colturali e di commercializzazione atte a migliorare le caratteristiche qualitative e commerciali del prodotto ed a salvaguardarne le peculiari caratteristiche e la tipicità.

Il decreto n. 64725 del 27 luglio 2006, emesso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha attribuito al Consorzio il cosiddetto riconoscimento “erga omnes”, assegnato a quei consorzi di tutela che dimostrino di avere un’alta rappresentatività del comparto. Tale riconoscimento consente di esercitare poteri “pubblici” nell’azione di vigilanza sul prodotto tutelato e di informazione al consumatore.