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Scalogno di Romagna IGP

Data ultima modifica: 4 maggio 2010 - Emilia-Romagna, Ortofrutticoli, Prodotti Tipici
Vendita Scalogno di Romagna IGP
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Scalogno di Romagna IGPLo Scalogno di Romagna Igp, come l’aglio e la cipolla, appartiene alla famiglia delle Liliacee e viene adoperato in cucina per preparare salse e ragù, ripieni, soffritti per sughi, per dare gusto alle carni e agli stracotti e in moltissime altre varianti che la fantasia può suggerire. Rispetto alla cipolla ha un sapore più forte e profumato e più dolce di quello dell’aglio.

Molti sono gli effetti benefici dello Scalogno sull’organismo: possiede virtù antiossidanti, grazie al contenuto di selenio, è disintossicante e ricco di vitamine A e C, quest’ultima presente solo se consumato crudo.

Come si coltiva

La coltivazione avviene in maniera naturale e senza l’utilizzo di fertilizzanti chimici o fitofarmaci, per preservare le caratteristiche identificative del prodotto e salvaguardare l’ambiente in cui cresce.

La semina avviene nei mesi invernali, su terreni ricchi di sostanze nutritive, adeguatamente irrigati e ben soleggiati. La raccoltà si effettua in estate e il prodotto viene messo in commercio a partire dal mese di luglio.

Zona di produzione

Lo Scalogno di Romagna Igp viene prodotto in molti comuni della provincia di Ravenna (Brisighella, Casola Valsenio, Solarolo, Faenza, Castelbolognese, Riolo Terme), di Forlì Cesena (Modigliana, Tredozio) e di Bologna (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castelguelfo, Dozza, Imola, Fontanelice e Mordano).

Un po’ di storia

Il suo nome deriva da Ascalon, una città della Palestina dove sembra sia nato questo ortaggio. Si ritiene che lo Scalogno sia stato portato in Italia dai popoli che migrarono dal Medio Oriente verso l’Europa, tra i quali le popolazioni celtiche ma la sua diffusione in cucina risale al Rinascimento, quando inziò ad essere molto usato, sopratutto presso le corti aristocratiche.

Come si conserva

Lo Scalogno romagnolo va conservato in ambienti freschi, asciutti e ben ventilati ma non in frigorifero. Va anche evitato di riporlo in confezioni impermeabili che ne favoriscono la decomposizione. Per una conservazione ottimale, anche per periodi lunghi, si consiglia di congelarlo.

Sulle confezioni di Scalogno di Romagna Igp viene applicato un cartellino che riporta in alto la scritta a forma di arco “Scalogno di Romagna” recante al suo interno il marchio comunitario giallo-blu stellato, identificativo delle Igp.

Sopra si trova l’immagine stilizzata del prodotto e a inizio pagina uno scorcio della cittadina di Riolo Terme. Sul retro viene riportato il nome del prodotto, i riferimenti normativi del riconoscimento, il nome dell’organismo di controllo “Check Fruit” con gli estremi dell’autorizzazione ministeriale e il nome del confezionatore.