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Liquirizia di Calabria D.O.P.

Data ultima modifica: 26 giugno 2011 - Essenza, Prodotti Tipici
Vendita Liquirizia di Calabria D.O.P.
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Liquirizia di Calabria D.O.P.La liquirizia è impiegata in diversi settori industriali, soprattutto quello dolciario, per la produzione di caramelle, pastiglie, bastoncini, sciroppi, tisane o per il tipico liquore alla liquirizia.

Da secoli è un alimento molto apprezzato per i suoi effetti benefici sull’apparato respiratorio, grazie al principio che riduce la tosse e favorisce l’espettorazione. Inoltre le radici masticate favoriscono l’attività digestiva e, secondo alcuni, sono di aiuto per smettere di fumare. Inoltre viene anche adoperata nel settore cosmetico.

Ma sicuramente la funzione più importante è svolta dalla glicirrizina, un principio attivo che possiede un’efficace azione antinfiammatoria e antivirale con prospettive per la cura dell’ulcera e delle malattie croniche del fegato e del sistema immunitario.

La pianta da cui si estrae è originaria dell’area mediterranea e, in Italia, cresce spontaneamente lungo la zona costiera della Calabria dove trova le opportune condizioni climatiche ed è favorita dalle caratteristiche del suolo. Per questi motivi, la Calabria offre l’80% della produzione nazionale e nel 2011 la “Liquirizia di Calabria D.O.P.” ha ottenuto l’ambito riconoscimento della Comunità europea.

La Denominazione di Origine Protetta “Liquirizia di Calabria” è riservata esclusivamente alla liquirizia fresca o essiccata e al suo estratto. Tale liquirizia deve provenire dalle coltivazioni e dallo spontaneo di Glychirrhiza glabra (Fam. Leguminose), nella varietà che in Calabria si definisce “Cordara”, e deve rispondere alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel Disciplinare di Produzione.

Zona di produzione

Il disciplinare di produzione della Liquirizia di Calabria D.O.P. definisce in maniera precisa la zona di produzione che comprende i comuni di Villa Piana, Cerchiara di Calabria, Cassano-Sibari, Corigliano Calabro e Rossano, situati nella piana di Sibari.

Un po’ di storia

Nonostante fosse sempre stata una fonte di ricchezza della Calabria, la prima fabbrica destinata alla trasformazione di liquirizia fu fondata nel 1715 ad opera del Duca di Corigliano che contribuì a creare una fonte di progresso economico della zona.

Nel corso del 1770 e sempre nella Sibaritide, sorsero altre fabbriche ad opera delle famiglie nobili Amarelli, Abenante (divenuta poi Martucci nel 1808) e Labonia. Nel secolo successivo, l’industria continuò a svilupparsi e l’elevata qualità del prodotto conquistò anche i mercati europei ed americani. L’esportazione della liquirizia calabrese si consolidò ed ampliò nella seconda metà del secolo XIX ed ancora nel primo decennio del secolo XX.

Tecniche di produzione

I rami di liquirizia vengono raccolti e sminuzzati in un apposito macchinario ottenendo una pasta che viene fatta bollire a lungo in grandi caldaie; da questo processo si estrae un succo che si fa sempre più denso. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, valutata da un mastro liquiriziaio, la liquirizia viene sottoposta a lucidatura mediante forti getti di vapore d’acqua. Il prodotto ottenuto si taglia nelle forme desiderate e quindi confezionato.

Secondo il disciplinare di produzione, ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando, per ognuna, i prodotti in entrata e quelli in uscita. In questo modo, attraverso l’iscrizione in appositi elenchi gestiti dalla struttura di controllo e altri numerosi adempimenti si assicura l’intera tracciabilità del prodotto. Inoltre, le strutture di controllo eseguiranno verifiche nei confronti di tutte le persone, fisiche e giuridiche, iscritte nei relativi elenchi.

Quando si devono impiantare nuovi liquirizieti è necessaria una lavorazione profonda e risemina delle talee di radice di liquirizia. La coltivazione della liquirizia migliora la fertilità del terreno, poiché è una pianta azotofissatrice.

Poiché il liquirizieto produce radice ogni 3 o 4 anni, è possibile praticare delle colture intercalari autunno-vernine, che consentono di avere produzione tutti gli anni. Le colture praticabili insieme alla liquirizia sono le foraggeree, gli ortaggi e le leguminose.

Caratteristiche del prodotto

Quando viene immessa sul mercato, la “Liquirizia di Calabria” DOP si presenta nelle seguenti tipologie:

1. Radice fresca
– colore giallo paglierino;
– sapore dolce aromatico intenso e persistente;
– umidità compresa tra 48% e 52%;
– glicirrizzina compresa tra 0,60% e 1,40%

2. Radice essiccata
– Colore dal giallo paglierino al giallo ocra;
– sapore dolce e fruttato leggermente astringente;
– umidità compresa tra 6% e 12%;
– glicirrizzina compresa tra 1,2% e 2,4%

3. Estratto di radice
– colore dal marrone terra bruciata al nero;
– sapore dolce-amaro, aromatico, intenso e persistente;
– umidità compresa tra il 9% e il 15%;
– glicirrizzina compresa tra il 3% e il 6%

Confezionamento ed Etichettatura

La Liquirizia di Calabria D.O.P. viene posta in commercio all’interno di confezioni di vetro, metallo, cartone, ceramica, polipropilene e in tutti i materiali consentiti dalla legge per il confezionamento di prodotti alimentari. Le confezioni, con un peso oscillante tra i 5 g e i 25 kg, devono essere sigillate in maniera che l’apertura della stessa comporti la rottura del sigillo.

Sull’etichetta, deve essere riportato, il logo della denominazione, tutte le diciture di legge, la numerazione progressiva attribuita dalla struttura di controllo, e la data di confezionamento del prodotto contenuto nei singoli astucci.