Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per consentire la fruizione ottimale del sito.

Fungo Porcino di Borgotaro IGP

Data ultima modifica: 3 agosto 2012 - Emilia-Romagna, Prodotti Tipici, Tartufo, Funghi
Vendita Fungo Porcino di Borgotaro IGP
Elenco produttori o distributori:
Se vuoi essere presente in quest’elenco: contattaci!

Fungo Porcino di Borgotaro IGPIl Fungo di Borgotaro IGP, pur rientrando nella categoria dei Porcini, è considerato un prodotto di qualità superiore per caratteristiche organolettiche, olfattive ed aromatiche che l’hanno reso uno dei più pregiati al mondo.

Anche se rientra tra gli ortofrutticoli, non è “coltivato” nel senso classico del termine; infatti viene definito come “Prodotto spontaneo aiutato dall’uomo” per evidenziare che la sua nascita è correlata a fenomeni climatici e microclimatici che possono in parte essere condizionati dall’uomo.

Grazie al suo aroma profumato, all’odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquirizia e legno fresco ogni anno, nei mesi di settembre ed ottobre, migliaia di cercatori di funghi arrivano, da ogni parte d’Italia, nei boschi della provincia di Parma alla ricerca di questa eccellenza locale.

Una delle caratteristiche del fungo di Borgotaro è la bassa percentuale di scarto in fase di pulitura: solo l’8% viene infatti eliminata, mentre il resto può essere utilizzato in cucina nei modi più svariati, grazie alla sua versatilità e al suo gusto particolare.

Per “Fungo di Borgotaro” si intendono le quattro specie del genere “Boletus” ed in particolare: Boletus aestivalis, Boletus pinophilus Pilat e Dermek Boletus, aereus Bulliard Boletus, Boletus edulis Bulliard che nascono spontaneamente nei boschi cedui e di alto fusto situati lungo la dorsale appenninica.

La zona di produzione del “Fungo di Borgotaro”, in base all’art. 3 del Disciplinare di produzione,  comprende il territorio idoneo dei comuni di Borgotaro ed Albareto in provincia di Parma ed il comune di Pontremoli in provincia di Massa Carrara.

Un pò di storia

Il fungo Porcino di Borgotaro è un dono prezioso del territorio che si articola lungo la strada che percorre l’alta Val Taro, congiungendosi a Nord – Est con la Val Baganza e la strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli e, a Ovest, con la Val Ceno e il crinale che divide l’Appennino parmense da quello Piacentino.  Il territorio è caratterizzato da splendidi paesaggi composti da rilievi che risalgono dai numerosi corsi d’acqua per giungere alle vette dei confini liguri e toscani. Qui sorgono affascinanti castelli, borghi medievali ricchi di storia, antichi luoghi di culto dove si respirano ancora le antiche tradizioni. Si tratta anche di una terra di vacanza dove, in estate, si accendono i riflettori su tantissimi eventi di vario genere e, in inverno, si possono degustare le migliori specialità tipiche della gastronomia locale.

Complessivamente l’area interessata dall’Indicazione Geografica Protetta Fungo di Bolgotaro comprende oltre 33.000 ettari, così suddivisi:

  • circa 15.400 situati nel Comune di Pontremoli ed appartenenti a proprietari privati;
  • circa 8.800 ubicati nel Comune di Albareto ed appartenenti alle Comunalie e a proprietari privati;
  • circa 8.900 nel Comune di Borgo Val di Taro, anch’essi appartenenti alle Comunalie e a proprietari privati.

Caratteristiche organolettiche

Il “Fungo di Borgotaro” all’atto di immissione al consumo deve presentare tutte le varietà caratteristiche organolettiche previste dal disciplinare.  All’olfatto i carpofori devono essere caratterizzati da odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquerizia, legno fresco. Il fungo fresco deve essere sano, con gambo e cappella sodi sprovvisto di terriccio, foglie ed altri corpi estranei. I carpofori non devono presentare alterazioni infracutanee dovute a larve di ditteri od altri insetti su una superficie superiore al 20%. I carpofori devono presentare superficie liscia, non disidratata ed avere una umidità inferiore al 90% del peso totale oppure un peso specifico compreso tra 0,8 e 1,1 esente da grinzosità dovute a perdita di umidità.

Fonte: http://www.fungodiborgotaro.com/