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Asparago Piacentino

Data ultima modifica: 4 giugno 2013 - Emilia-Romagna, Ortofrutticoli
Vendita Asparago Piacentino
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Asparago PiacentinoGli asparagi sono ortaggi sani e ricchissimi di proprietà nutritive che si raccolgono dalla fine di marzo ai primi di giugno ma, grazie alle tecniche di conservazione e all’efficienza dei trasporti, oggi è possibile consumarli tutto l’anno.

In verità, è soprattutto il prodotto appena raccolto quello che garantisce il massimo delle qualità e, pertanto, maggiore è il tempo di conservazione maggiori saranno i processi di invecchiamento (perdita di sapore , indurimento del turione ).

Quelli più conosciuti sono sicuramente gli Asparagi Verdi e gli Asparagi Bianchi ma, in realtà, ne esistono tante varietà come, ad esempio, i Violetti di Albenga, l’Asparago Piacentino,  l’asparago Rosa di Mezago, le Cime di Luppolo e gli asparagi Selvatici che si trovano nei boschi o ai margini dei fossi.

Proprietà degli Asparagi 

Le qualità dell’Asparago sono numerose. Tutti sanno, ad esempio, che possiede un prezioso potere diuretico che consente di alleggerire la circolazione rivelandosi adatto alle persone che soffrono di ipertensione arteriosa ed a quelle che vogliono perdere peso.  Inoltre è un antidepressivo naturale, capace di contrastare la depressione, la malinconia e gli sbalzi di umore e contiene l’Asparagina, un aminoacido importante nella regolazione del metabolismo del sistema nervoso e che agisce beneficamente sulla resistenza all’affaticamento.

Da non trascurare, inoltre, che gli asparagi contengono pochissimi grassi, sono privi di colesterolo ed hanno ottime fibre alimentari. In più hanno un basso contenuto di sodio, sono ricchi di potassio, sono una buona fonte di acido folico e di vitamina B1 e B6. Quelli di diametro grande hanno dimostrato di avere una concentrazione maggiore di rame, zinco e manganese, mentre negli asparagi sottili c’è una maggiore concentrazione di ferro.

Produzione

La Cina produce ogni anno circa sei milioni di tonnellate di asparagi e pertanto soddisfa ben l’88% della produzione mondiale. Seguono gli Stati Uniti (con il 3%) , il Perù , la Spagna , il Messico , la Germania , la Francia e il Giappone fino ad arrivare all’Italia dove si coltiva prevalentemente in Veneto ed Emilia Romagna.

Trattandosi di un prodotto a spiccata stagionalità, che richiede manodopera specializzata ed elevati costi di produzione, il nostro Paese risulta poco competitivo rispetto a Cina, Perù ed Australia che vantano anche una migliore efficienza nei trasporti e della catena del freddo.

Un pò di storia

L’origine degli asparagi è molto antica e sembra che furono gli antichi Egizi a diffonderli in occidente e nell’intero bacino mediterraneo. L’ortaggio veniva considerato simbolo di fertilità e, per questo, offerto in sacrificio agli dei.

Un allievo di Aristotele, il filosofo greco Teofrasto, nel 300 a. C. esalta il sapore degli asparagi nella sua opera “La storia delle piante”. Presso i Romani, gli asparagi erano molto apprezzati e si dissertava di essi e della loro coltivazione in molti manuali. Poichè piacevano molto agli Imperatori Romani, essi fecero costruire delle navi adatte al loro trasporto, denominate “asparagus”.

Anche Giulio Cesare, in una sua epistola, parlò degli asparagi ma è l’opera “De Agricoltura” di Catone che rappresenta il primo documento di carattere agronomico sull’ortaggio. Anche Plinio dedicò una parte importante sull’asparago nella sua opera “Naturalis historia” , dove si parla anche del vecchio asparago italiano.

Dopo la caduta dell’impero Romano, la coltivazione di asparago scompare , ma la ritroviamo nel medioevo, negli orti dei Monasteri , dove i monaci utilizzavano il prelibato ortaggio per i suoi molteplici aspetti terapeutici

Nel suo trattato dell’agricoltura del XIII sec., il De Crescenzio parla delle virtù medicamentose dell’asparago e, nel 1650, Vincenzo Tanara nel volume “L’economia del cittadino in villa” disserta sulle modalità di coltivazione e per anticiparne la raccolta.

Nel XV secolo l’asparago viene coltivato in Francia e successivamente in Inghilterra; più tardi è arrivato anche in Nord America , dove inizialmente gli asparagi venivano essiccati e usati a scopo medicamentoso come pianta officinale. In Francia il Re Sole ne era tanto goloso da convincere il suo giardiniere a produrlo in diverse stagioni dell’anno.

Conservazione e Cottura

Prima di essere consumati, gli asparagi devono essere lavati accuratamente con acqua, per eliminare gli eventuali residui di terriccio che si possono nascondere nelle lamelle delle punte. Qualora la parte bassa del gambo sia troppo dura, si consiglia di tagliarla.

Per prolungare la conservazione gli asparagi è necessario immergere la la parte inferiore dei turioni in acqua fredda per alcune ore e, quindi, asciugarli e conservarli in frigorifero.

Una volta lavati, gli asparagi vanno tenuti con la punta rivolta verso l’alto cercando di sistemarli in mazzetti tutti della stessa lunghezza perchè in questo modo avranno uguali tempi di cottura.

Si possono manguare sia crudi, al naturale o in insalata, sia cotti all’interno di una pentola con i bordi alti in modo tale che l’acqua arrivi a circa tre quarti dei gambi, in acqua leggermente salata. Si consiglia di portare a ebollizione a fuoco sostenuto, per una cottura rapida. Una volta terminata la cottura, a proprio piacimento, vanno scolati e lasciati evaporare. Si dice che la cottura giusta si raggiunge quando le punte piegano la testa.

Gli asparagi si possono anche conservare sotto vuoto oppure in freezer, sia crudi (dopo averli lavati ed asciugati accuratamente) che cotti, dopo averli sbollentati per circa 5/6 minuti, scolati e lasciati raffreddare.

Come tutte le verdure si deve tener conto che, durante la cottura in acqua, anche gli asparagi perdono parte del sapore e dei loro valori nutrizionali. In particolare si riducono i sali minerali, vitamine e acido folico. Tuttavia la cottura migliora l’assorbimento di alcuni caroteni. Si consiglia di salare poco l’acqua di cottura, perché il sale tende a sottrarre minerali alle verdure. Il freddo e il surgelamento non danneggiano invece le vitamine.

L’Asparago piacentino

Nonostante sia una delle varietà italiane più gustose e conosciute, l’Asparago Piacentino finora non ha ancora ottenuto alcune denominazione, ad eccezione di altre varietà italiane che possono fregiarsi della IGP (Indicazione Geografica Protetta) o della DE.CO. (Denominazione d’Origine Comunale).

Tuttavia nella sua coltivazione e produzione vengono seguite accuratamente alcune regole e viene seguito un disciplinare di produzione con molti vincoli e limitazioni.

Tale varietà di asparago si adatta a territori dove il terreno è ben drenato ed in particolare la zona di produzione coincide con i Comuni di Besenzone, Cadeo, Calendasco, Castel San Giovanni, Castelvetro, Cortemaggiore, Gazzola, Gragnano, Monticelli, Pontenure, San Pietro in Cerro, Villanova per un’estensione complessiva di circa 20 ettari.

Il Consorzio di tutela e valorizzazione dell’Asparago Piacentino ha sede a Piacenza e riunisce produttori e ristoratori per organizzare la vendita finale ai consumatori.

Fonte: http://www.asparagopiacentino.com/