Mag 19
Il gusto, intenso e delicato nello stesso tempo, è esaltato dall’abbinamento con vini rossi ben strutturati; il capocollo è tipicamente consumato come antipasto o come spuntino, con il tradizionale pane locale a lievitazione naturale, cotto nel forno a legna.
Si mantiene perfettamente in luoghi freschi e asciutti, dove viene tradizionalmente appeso al soffitto per completare il processo di stagionatura. In alternativa, una conservazione soddisfacente è quella sotto vuoto, al fine di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche; se già cominciato, si può mettere in frigorifero, dove si mantiene per un periodo di tempo più breve.
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Mag 18
Il Caciocavallo Silano (DOP) è un formaggio italiano a Denominazione di Origine Protetta.
Il nome pare derivi dall’antica abitudine di appendere le forme a cavallo di un bastone posto in orizzontale.
Il «Caciocavallo silano» è un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte di vacca. Prodotto nel rispetto del disciplinare di produzione (Provvedimento 29 luglio 2003 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).

ZONA DI PRODUZIONE
La zona di provenienza del latte di trasformazione e di elaborazione del formaggio “Caciocavallo silano” comprende territori delle regioni Calabria, Campania, Molise, Puglia e Basilicata.
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Mag 14
ZONA DI PRODUZIONE
La zona di produzione del “Pane di Matera” è quella che comprende tutto il territorio della provincia di Matera.
CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
Il “Pane di Matera” all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Forma a cornetto oppure a pane alto;
Pezzatura da 1 o 2 Kg.;
Spessore della crosta di almeno 3 mm;
Mollica di colore giallo paglierino con caratteristica alveolazione;
Umidità non superiore al 33%.
La particolare forma e la fragrante crosta che richiama il colore della calda terra lucana, racchiudono un cuore paglierino, immagine dei campi di grano e della relativa semola utilizzata: è il primo colpo d’occhio che, assieme al gusto ed al sapore, caratterizzano il “Pane di Matera”.
La scelta di vecchie varietà di grano, che conservano, nel loro patrimonio genetico, caratteristiche non presenti in altre, dà luogo a farine che trasferiscono al pane il gusto ed il sapore unico che lo contraddistinguono. Si aggiungano il processo di lavorazione e, nello specifico, la realizzazione del lievito madre, che, prodotto con frutta fresca, aggiunge ulteriori e particolari sensazioni di gusto.
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Apr 10
Aspetti Botanici
La pianta del bergamotto presenta medio vigore con portamento compreso tra l’assurgente e l’espanso. Le foglie si presentano molto grandi e simili a quelle del limone per colore e forma. Gemme e fiori risultano mediamente grandi e bianchi.
Il frutto maturo presenta colore giallo limone, con pezzatura media e piccola e dalla forma oblata, arrotondata ovvero piriforme.
La buccia risulta mediamente sottile, a superficie liscia, a volte, moderatamente rugosa ed aderente; mentre la polpa, moderatamente consistente, si presenta di colore verde-giallo-pallido, di elevata acidità e sapore amaro.
La coltura del bergamotto à soprattutto localizzata in Calabria e, in modo particolare, in provincia di Reggio Calabria.
Soltanto una minima parte viene coltivata in Africa (Malì, Guinea, Costa d’Avorio e Camerun) e Sud America (Argentina e Brasile).
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Apr 08
Basilico Genovese è il nome di un prodotto ortofrutticolo italiano a Denominazione di Origine Protetta. L’iter per il riconoscimento si è protratto per oltre sei anni ed ha visto la sua fase conclusiva risolversi fra il 2004 e l’ottobre del 2005.
Come per il basilico in generale (l’Ocimum basilicum originario dell’Asia tropicale), anche a quello prodotto nel Genovesato (in lingua ligure o baxeicou o o baxaicò) viene attribuito - come scrisse anche Plinio il vecchio - un valore afrodisiaco.
Questo prodotto - sebbene l’indicazione DOP si riferisca alla coltura praticata in tutta la Liguria - viene principalmente coltivato in uno specifico quartiere di Genova, ovvero Pra’, dove viene coltivato fino dall’antichità ed è rinomato per la sua qualità, particolarmente indicata per la preparazione del classico pesto, il condimento tipico della cucina ligure adatto a confezionare uno svariato numero di piatti asciutti e speciali tartine e focaccette.
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Apr 08
Il formaggio Asiago è un prodotto caseario di latte di vacca a denominazione di origine protetta.
Cenni Storici
La varietà d’Allevo è prodotta, con poche modifiche alla ricetta, sin dal Medioevo e durante la Repubblica di Venezia era commercializzata in tutto il Mediterraneo.
Zone di produzione
Le malghe sull’Altopiano dei Sette Comuni sono oltre 90 e costituiscono per estensione e per numero il più importante sistema d’alpeggio dell’intero arco alpino.

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Apr 02
Zafferano: che cos’è
Lo zafferano che utilizziamo per condire i nostri piatti non è altro che lo stimma del fiore di Crocus Sativus, che fa parte della famiglia delle Iridacee: è un fiore di colore viola che fiorisce in autunno.
La pianta adulta è costituita da un bulbo-tubero di un diametro di circa 5 cm.
Il fiore dello zafferano è un perigonio formato da 6 petali di colore violetto intenso. La parte maschile è costituita da 3 antere gialle su cui è appoggiato il polline. La parte femminile è formata dall’ovario, stilo e stimmi. Dall’ovario, collocato alla base del bulbo, si origina un lungo stilo di colore giallo che dopo aver percorso tutto il getto raggiunge la base del fiore, qui si divide in 3 lunghi stimmi di colore rosso intenso. Le foglie sono lineari, molto acute, a sezione triangolare e sono lunghe d 30 a 50 cm e larghe da 2 a 4 mm.
Gli stimmi, dal profumo acutissimo e particolare, disseccati, interi o in polvere costituiscono lo zafferano.
Lo Zafferano di L’Aquila (Crocus Sativus L.) si coltiva nell’areale dell’Altopiano di Navelli in provincia di L’Aquila e in zone limitrofe.
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Mar 31
Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia è il nome di un prodotto tradizionale di alta qualità e tutelato dal marchio di Denominazione d’Origine Protetta, ottenuto per fermentazione e affinamento di mosti d’uva cotti provenienti esclusivamente dalla provincia di Reggio Emilia.
La produzione - consentita solo all’interno del territorio provinciale di Reggio Emilia - è regolamentata da un disciplinare rigoroso e restrittivo.
La sua unicità è frutto esclusivamente del processo di fermentazione zuccherina e acetica del mosto cotto che viene poi sottoposto a un lungo periodo di invecchiamento e affinamento in una “batteria” di piccole botti. Il processo di trasformazione del mosto può avvenire solo nelle particolari condizioni ambientali e climatiche tipiche dei sottotetti delle vecchie abitazioni e solo in un territorio piuttosto limitato, caratterizzato da inverni rigidi e estati calde e ventilate. Per queste ragioni non può essere ottenuto con lavorazioni industriali o su larga scala, la produzione è molto limitata e il prezzo piuttosto elevato.
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Mar 31
L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è un prodotto tradizionale della cucina di Modena, la cui produzione è documentata già in un documento del 1046, apprezzato nel rinascimento dagli estensi. È prodotto con mosti provenienti esclusivamente dalla provincia di Modena.
Attualmente questo prodotto è tutelato dal marchio di Denominazione d’Origine Protetta.
Cenni storici.
Le zone di produzione dell’aceto balsamico tradizionale di Modena erano e sono tuttora situate nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, ad esclusione dei territori montani ed appenninici, dato che il microclima dei luoghi oltre i trecento metri di altezza non presenta le caratteristiche necessarie alla produzione di questo alimento.
Sono le zone dove per diversi secoli governarono i signori della Casa d’Este.
Si ipotizza una nascita casuale del balsamico; probabilmente un certo quantitativo di mosto cotto d’uva, la cosiddetta Saba, il dolcificante utilizzato nella cucina modenese, fu dimenticato in un vaso casalingo e ritrovato solo dopo un po’ di tempo quando già presentava segni di una avviata acetificazione.
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